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    May 30

    ...Signore io pecco

     Signore, non castigarmi nel tuo sdegno,
    non punirmi nella tua ira.
     Le tue frecce mi hanno trafitto,
    su di me è scesa la tua mano.
    Per il tuo sdegno non c'è in me nulla di sano,
    nulla è intatto nelle mie ossa per i miei peccati.
    Le mie iniquità hanno superato il mio capo,
    come carico pesante mi hanno oppresso.
    Putride e fetide sono le mie piaghe
    a causa della mia stoltezza.
    Sono curvo e accasciato,
    triste mi aggiro tutto il giorno.
    Sono torturati i miei fianchi,
    in me non c'è nulla di sano.
    Afflitto e sfinito all'estremo,
    ruggisco per il fremito del mio cuore.
    Signore, davanti a te ogni mio desiderio
    e il mio gemito a te non è nascosto.
    Palpita il mio cuore,
    la forza mi abbandona,
    si spegne la luce dei miei occhi.
    Amici e compagni si scostano dalle mie piaghe,
    i miei vicini stanno a distanza.
    Tende lacci chi attenta alla mia vita,
    trama insidie chi cerca la mia rovina.
    e tutto il giorno medita inganni.
    Io, come un sordo, non ascolto
    e come un muto non apro la bocca;
    sono come un uomo che non sente e non risponde.
    In te spero, Signore;
    tu mi risponderai, Signore Dio mio.
    Ho detto: «Di me non godano,
    contro di me non si vantino
    quando il mio piede vacilla».
    Poiché io sto per cadere
    e ho sempre dinanzi la mia pena.
    Ecco, confesso la mia colpa,
    sono in ansia per il mio peccato.
    I miei nemici sono vivi e forti,
    troppi mi odiano senza motivo,
    mi pagano il bene col male,
    mi accusano perché cerco il bene.
    Non abbandonarmi, Signore,
    Dio mio, da me non stare lontano;
    accorri in mio aiuto,
    Signore, mia salvezza.
    Salmo 37
    May 21

    ...il Senso della VITA!

    Noi fraintendiamo completamente il senso della vita
    quando pensiamo che la nostra vita sia tempo da usare alla ricerca di premi e piaceri.
    Freneticamente e con sempre maggiore frustrazione,
    rovistiamo tra i nostri giorni, i nostri anni,
    alla ricerca della ricompensa,
    del successo che dia valore alla nostra vita.
    Quando avrete imparato a vivere,
    la vita stessa sarà la ricompensa.
     
    E la vita è tutto quello che abbiamo. 
    May 19

    ...essere giovani...

    «Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza invece – quella della bontà – resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in Cielo con Dio. E’ bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani, rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti: la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro – tempo di speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare tutte le bellezze della vita – e così l’olio della lampada è consumato quando la vita comincerebbe. E’ importante scegliere le vere promesse, che aprono al futuro – anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene – non distruggere il futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte necessarie».
     
    Benedetto XVI
    May 14

    TU cosa faresti?...

    Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi
    di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che
    non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti. Dopo aver
    lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda:
    "Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo
    lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le
    cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere
    profondamente le cose come gli altri. Dov'è il naturale ordine delle
    cose quando si tratta di mio figlio?"

    Il pubblico alla domanda si fece silenzioso.
    Il padre continuò: "Penso che quando viene al mondo un bambino come
    Shay, handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande
    opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le
    altre persone trattano quel bambino."

    A quel punto cominciò a narrare una storia:
    Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva
    che c'erano bambini che giocavano a baseball.
    Shay chiese: "Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?"
    Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto
    in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse
    stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza
    di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa
    di cui Shay aveva immensamente bisogno.

    Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non
    aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare.
    Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: "Stiamo
    perdendo di sei punti e il gioco è all'ottavo inning. Penso che possa
    entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono"

    Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise
    su la maglia del team.
    Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di
    calore nel petto.
    I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che il figlio fosse
    accettato dagli altri.
    Alla fine dell'ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma
    era sempre indietro di tre punti.
    All'inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo.
    Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo
    all'idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che
    andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti.
    Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora,
    con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay
    era incaricato di essere il prossimo alla battuta.

    A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava
    perdere la partita?
    Incredibilmente lo lasciarono battere.
    Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva
    nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla.
    In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che
    la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quell magico
    momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così
    piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza.
    Il primo tiro arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando
    la palla.
    Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente
    la palla a Shay.
    Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che
    ritornò lentamente verso il tiratore. Ma il gioco non era ancora finito.


    A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto
    darla all' uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la
    partita sarebbe finita.
    Invece...
    Il tiratore lancio la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in
    modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
    Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono
    a gridare: "Shay corri in prima base! Corri in prima base!"
    Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e
    così raggiunse la prima base.
    Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall'emozione.
    A quel punto tutti urlarono:" Corri fino alla seconda base!"
    Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato.
    Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria
    aveva ormai recuperato la palla..
    Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva
    di poter vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto tirare
    la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui,
    la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in modo
    che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.

    Tutti urlavano: "Bravo Shay, vai così! Ora corri!"
    Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo
    raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta.
    Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia.

    A quel punto tutti gridarono:" Corri in prima, torna in base!!!!"
    E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in
    aria e ne fecero l'eroe della partita.

    "Quel giorno" disse il padre piangendo "i ragazzi di entrambe le squadre
    hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed
    umanità".
    Shay non è vissuto fino all'estate successiva.
    E' morto l'inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l'eroe
    della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre. non
    dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando tornato a casa le
    raccontò di aver giocato e vinto.

     

    Tu che cosa faresti?
    Ricordati che TU fai la differenza.
    Non cercare mai mezzi termini: non ce ne sono.



    May 11

    .....................perchè????????????

    ...Quante volte mi sento inutile,
    quante volte mi immergo
    in un mare di lacrime
    e non voglio tornare più su…


    A volte vorrei non esserci mai, oppure esserci ma restare invisibile;
    Vorrei potere tutto, anche l'impossibile…
    A volte vorrei volare e non smettere mai di sognare,
    Vorrei che mi capissero senza bisogno di parlare;
    Vorrei che tutto il mondo fosse più buono
    E che le cose non fossero come invece sono;
     
    ...PERCHéééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééé??????????????
     
    May 07

    l'amore e........la vita!!

    ..."L'amore mi ha spiegato ogni cosa,
    l'amore ha risolto tutto per me,
    perciò, lo ammiro con cui esso si trovi.
    Se l'amore tanto è piu grande tanto è piu semplice,
    se il desiderio più semplice sta nella nostalgia,
    allora, non è strano che Dio voglia essere accolto dai semplici,
    di quelli che hanno il puro nel cuore
    e che per il loro amore non trovano parole.
    Dio venne fino a qui e si fermò a un passo dal nulla,
    vicino hai nostri occhi,
    la vita è forse un'onda di stupore,
    un'onda più alta della morte?"...  
     
     
    Giovanni Paolo II
    May 05

    LA MEDITAZIONE

     

    La nostra paura più profonda

    non è di essere inadeguati.

    La nostra paura più profonda,

    è di essere potenti oltre ogni limite.

    E' la nostra luce, non la nostra ombra,

    a spaventarci di più.

    Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante,  pieno di talento, favoloso? "

    In realtà chi sei tu per NON esserlo?

    Siamo figli di Dio.

    Il nostro giocare in piccolo,

    non serve al mondo.

    Non c'è nulla di illuminato

    nello sminuire se stessi cosicchè gli altri

    non si sentano insicuri intorno a noi.

    Siamo tutti nati per risplendere,

    come fanno i bambini.

    Siamo nati per rendere manifesta

    la gloria di Dio che è dentro di noi.

    Non solo in alcuni di noi:

    è in ognuno di noi.

    E quando permettiamo alla nostra luce

    di risplendere, inconsapevolmente diamo

    agli altri la possibilità di fare lo stesso.

    E quando ci liberiamo dalle nostre paure,

    la nostra presenza

    automaticamente libera gli altri.

    Nelson Mandela